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3 date - 3 Laboratori
  

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Alessandro Comandini

Andrea Bernabini

Diego Salvador

Paola Musumeci

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©2022 - Fag - Design by Monica Bisin

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About

Coltivo la passione per la fotografia da quando ero adolescente. Il mio percorso formativo mi vede, ovviamente, impegnato nella fotografia analogica e quindi la mia esperienza è iniziata con le pellicole fotografiche, le carte sensibili, gli acidi per lo sviluppo e la stampa, le diapositive. Nel corso degli anni ho imparato ad usare tutti questi materiali e le attrezzature necessarie per avere sotto controllo tutto il processo che va dallo scatto alla stampa, passando per lo sviluppo della pellicola. Naturalmente ho seguito più di qualche corso di fotografia (prima nella scuola - tenuti da docenti appassionati - e poi al circolo fotografico) e, in seguito, ho tenuto corsi di fotografia in vari circoli fotografici e nelle scuole. Sono stato invitato da vari circoli fotografici a presentare i miei lavori e anche per partecipare a giurie per mostre locali. Inoltre, ho partecipato a mostre collettive ad Anzio e Nettuno e ad una personale allestita presso la BNL di Aprilia (LT). Nel 2000 circa mi sono avvicinato alla fotografia digitale, che ha stimolato il mio percorso creativo per la costruzione di immagini “non reali”, dandomi la possibilità di controllare molti parametri che nell’immagine, sono, per me, indispensabili per i risultati che volevo ottenere. Oltre all’interesse per le immagini surreali c’è sempre stata anche la volontà di seguitare il percorso del “reale” e nel tempo ho trovato nuovi stimoli e nuovi interessi per poter rendere le mie fotografie caratterizzate da una “cifra stilistica”. Probabilmente non sempre sono riuscito nell’intento, ma la volontà di lavorare sul “significato” di quello che fotografo e poi rielaboro non mi ha mai abbandonato. Comunque, tutto il mio lavoro fotografico è regolato da una passione profonda per l’immagine e per la fotografia, che rimane, comunque, un hobby.

Dal 2019 la mia ricerca fotografica ha rivolto il suo sguardo alla città e all’ambiente urbano in generale. Questo percorso è tutt’ora in fase di sviluppo, anche se il mio focus è diretto, prevalentemente, sull’esaltazione delle geometrie e dei pattern che riesco ad individuare nel contesto urbano. Altre volte ricerco un punto di vista che esalti il rapporto tra gli edifici in modo da ritrovare un motivo logico, regolare, che altrimenti non verrebbe percepito. Pertanto la presenza umana non è prevista nelle mie immagini, se non in una esigua parte dei lavori. In quasi tutte le immagini prevale certamente un minimalismo che le caratterizza, nel senso che tendo sempre a togliere per avere una pulizia nello sguardo e per tenere concentrata la visione sui pochi elementi presenti nell’immagine.
In questo modo – spero di riuscirci almeno qualche volta – l’osservazione diventa
contemplazione e riflessione. Sono iscritto da dieci anni al Circolo fotografico “L’Immagine”di Casal Palocco e socio FIAF. In questo nuovo contesto sono stato stimolato a partecipare ai concorsi fotografici patrocinati dalla FIAF e in qualche occasione ho avuto la soddisfazione di avere delle foto ammesse. Con il Circolo ho partecipato ad una mostra collettiva “IMMAG-IN-AZIONE” tenutasi nel novembre 2016 presso l’abbazia di S. Nilo a Grottaferrata (Roma) e poi ad una collettiva del circolo in occasione dei 50 anni dalla sua fondazione per il NOVOTEL all’EUR. Ho partecipato alle seguenti collettive organizzate da Fag: “TORRE E DINTORNI” a Pomezia; “COEX” alla Cartiera latina (Roma) e a Nemi; “Montecatini d’Autore”a Montecatini terme. Inoltre ho avuto una mia foto selezionata alla manifestazione fotografica “URBANA” Photocontest 10a edizione Festival Nazionale di Fotografia UCOP 2022 tenutasi a Pineto degli Abruzzi; sono stato premiato alla manifestazione Versilia Photo Fest negli anni 2022 e 2023, che si è tenuta a Lido di Camaiore e nel 2024 sono stato premiato al concorso fotografico indetto dall’associazione Eos Immagine, tenutosi in provincia di Brescia. 

Girolamo Mingione

www.girolamomingione.jimdofree.com
IG: @girmi_1 

La forma del viaggio

Cambiano i luoghi, non cambia lo sguardo.

Il viaggio attraversa città e territori diversi, ma in ogni luogo lo sguardo ricerca gli stessi elementi: forme, geometrie, linee, tagli, superfici e spazi, isolandoli dal contesto e trasformandoli in immagini essenziali, grafiche e fortemente minimaliste.

L’architettura diventa così un linguaggio che può essere ritrovato ovunque. Roma, Rotterdam, Amsterdam, Varsavia o altre città diventano territori da esplorare per ricercare negli edifici, nelle strutture, un motivo logico, una regolarità, un pattern che possano costituire un ritmo oppure un segno grafico. Cambiano le città, ma ciò si cerca rimane costante: una particolare relazione tra spazio, forma e sguardo. Un edificio può perdere la sua funzione originaria per diventare una linea, una superficie, un ritmo; un’intera architettura può essere restituita attraverso un solo frammento o trascendere il suo significato, dove l’osservazione diventa contemplazione e riflessione.

È qui che il viaggio entra nel progetto: non soltanto nello spostamento da una città all’altra, ma nella continua scoperta di come luoghi diversi possano offrire forme, geometrie e spazi capaci di dialogare tra loro. Il territorio cambia, ma la ricerca visiva rimane costante; ogni nuova città diventa così una nuova occasione per riconoscere, reinterpretare e mettere in relazione ciò che lo sguardo ricerca.

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Nota a margine

Monica Bisin

Nel viaggio di Girolamo, territori anche molto lontani tra loro diventano occasione per una ricerca che ritorna: forme, geometrie e linee che il suo sguardo riconosce attraversando città e paesaggi differenti. Ma ciò che ritorna non è mai esattamente uguale. Ogni luogo ha una propria identità e, incontrandolo, modifica inevitabilmente ciò che lo sguardo riesce a vedere.

Il territorio, dunque, non è un contenitore passivo delle forme che Girolamo va a cogliere. È un luogo che risponde allo sguardo e lo trasforma. Una stessa geometria può assumere un significato diverso cambiando contesto; una linea può trovare un’altra direzione, una superficie una relazione inattesa. È proprio nell’incontro tra ciò che Girolamo cerca e ciò che ogni luogo gli restituisce che la sua ricerca continua.

Il viaggio diventa così un’esperienza reciproca: attraversare i luoghi per riconoscere ciò che ritorna, ma anche lasciarsi cambiare da ciò che ogni luogo, nella sua diversità, permette di vedere.

NB.

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